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	<title>Metal Dust</title>
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	<modified>2009-11-27T19:31:58Z</modified>
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		<title>LIVE REPORT </title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<b>Dark Tranquillity + Poisonblack + Fear my Thoughts<br />Domenica 2 Novembre 2008<br />Roma, Alpheus</b><br /><br /><a href="javascript:openpopup('http://userserve-ak.last.fm/serve/252/7415147.jpg',800,600,false);"><img src="http://userserve-ak.last.fm/serve/252/7415147.jpg" border="0" alt="" /></a><br /><br />E&#039; una serata piuttosto umida quella che aspetta i Dark Tranquillity alla seconda tappa<br />italiana del loro Where Death Is Most Alive European Tour, accompagnati dai tedeschi <br />Fear my Thoughts e i finlandesi Poisonblack, in uno show che non ha potuto far altro<br />che emozionare il già accaldato Alpheus.<br /><br />Ad aprire le danze sono stati i Fear My Thoughts, band metalcore senza troppe pretese <br />accolta con discreto calore dal pubblico romano, già stremato da un lungo ritardo<br />nell&#039;apertura dei cancelli. Niente da dire su questo gruppo, al di là del singolare<br />abbigliamento del cantante, che avrà sicuramente fatto storcere il naso ai metallari <br />più &quot;true&quot; e che, in questo momento, starà strappando un sorriso a coloro che, <br />eggendo queste righe, si staranno ricordando della camicetta pseudo orientale <br />che indossava il nostro suddetto tedesco frangiamunito. <br /><br />All&#039;arrivo dei Poison Black e, in particolare, del cantante Ville Laihiala (avvolto<br />in una singolare canotta che lo faceva assomigliare più ad un muratore che ad altro, <br />complice anche la catena che portava in bella mostra sui pettorali palestrati), le numerose<br />ragazze accorse a sostenere i propri idoli iniziano a scaldarsi. La band presenta il suo<br />ultimo lavoro, A Dead Heavy Day, uscito qualche mese prima del concerto; proponendo anche<br />altre canzoni più conosciute ed apprezzate da un pubblico che, comunque, risponde in maniera<br />perfetta alla buona prestazione della band e agli incitamenti dei singoli componenti.<br />Una sola cosa lascia chi scrive visibilmente interdetto; ovvero il modo in cui il tastierista, <br />scuotendo la sua folta chioma, suonava il proprio strumento, inclinato verso il pubblico in <br />uno strano (ed inutile) angolo.<br /><br />Ed eccoci al momento più sospirato della serata, sicuramente il più emozionante. Dopo un&#039;attesa<br />piuttosto lunga, ecco salire sul palco i Dark Tranquillity, che aprono con una più che mai <br />devastante The Treason Wall, tra l&#039;euforia generale del pubblico stretto davanti al palco.<br />Per coloro tra voi che hanno avuto la fortuna di assistere ad un live di questo eccellente gruppo<br />svedese credo ci sia veramente poco da dire; una prestazione sopra le righe per tutta la durata<br />dell&#039;esibizione, un sound stranamente buono (è risaputo che l&#039;Alpheus non sia esattamente il massimo<br />per acustica), eccezion fatta per le tastiere, forse troppo basse. Mikael Stanne, il cantante della <br />band (uno dei migliori esponenti, forse, della nobile arte del growl, da un punto di vista sia qualitativo<br />che quantitativo), conferma le sue grandissime capacità e di artista e di frontman, interaggendo sempre<br />con la fitta schiera di fan che assediava il microscopico locale e mantenendo una buona voce<br />per tutta la duraza dello spettacolo. Molto buono l&#039;impianto delle luci, che ha regalato alla serata<br />un ulteriore (ne avevamo forse bisogno?) marcia in più. <br />Per quanto riguarda la scaletta gli svedesi hanno proposto diverse canzoni del loro ultimo album (Fiction), <br />passando dai pezzi storici della band (la magnifica e malinconica Lethe, le devastanti Punish My Heaven<br />ed Edenspring) ed altri classici da concerto (Lost To Apathy, The Wonders At Your Feet, Final Resistance...).<br /><br />In conclusione credo che, forte di serate come questa, sarebbe bello che Roma acquisisse un ruolo di maggiore importanza sulla scena metal italiana, in modo tale da portare i tour delle varie band in posti diversi dai soliti Rolling Stones/Alcatraz di Milano.<br />O forse no?<br /><br />                                                      <i>Pinna</i>]]></content>
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		<issued>2008-12-26T00:00:00Z</issued>
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		<title>Opeth - Morningrise</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img style="width: 201px; height: 191px;" src="http://opeth.ch/opeth.ch/img/covers/morningrise_big.jpg" width="261" height="193"><br /><br /><div><font color="#ff0000">Band:</font> Opeth<br /><br /><div><font color="#ff0000">Album:</font> Morningrise<br /><br /><div><font color="#ff0000">Year:</font> 1996<br /><br /><div><font color="#ff0000">Genere:</font> Progressive Death Metal<br /><br /><div><font color="#ff0000">Tracklist:</font><br /> <br />1. Advent  -  <a href="http://it.youtube.com/watch?v=iRYpg7l271o" target="_blank"><u>YouTube Link</u></a><br />2. The Night and the Silent Water  -  <a href="http://it.youtube.com/watch?v=kD4u3TclUSs&feature=related" target="_blank"><u>YouTube Link</u></a><br />3. Nectar  -  <a href="http://it.youtube.com/watch?v=ojOOR70Igfc&feature=related" target="_blank"><u>YouTube Link</u></a><br />4. Black Rose Immortal  -  <a href="http://it.youtube.com/watch?v=dhav8RogqAc&feature=related" target="_blank"><u>YouTube Link (Part I)</u></a>  <a href="http://it.youtube.com/watch?v=98SaFvW-JyQ&feature=related" target="_blank"><u>YouTube Link (Part II)</u></a> <a href="http://it.youtube.com/watch?v=cEZ5SoscshQ&feature=related" target="_blank"><u>YouTube Link (Part III)</u></a><br />5. To Bid You Farewell  -  <a href="http://it.youtube.com/watch?v=2frjwvDQg5I&feature=related" target="_blank"><u>YouTube Link</u></a><br /><br /><div><font color="#ff0000">Recensione:</font><br /> <br />Quando penso agli Opeth mi è inevitabile non richiamare alla mente questo Morningrise, l’album che ancora oggi, nonostante i vari lavori pubblicati successivamente dalla band, tendo a considerare il migliore mai scritto dagli svedesi. Il livello di tecnica e complessità di questo disco è impressionante: “solo” cinque tracce in totale, tutte superiori in lunghezza ai dieci minuti; senza però, nonostante tutto, risultare ripetitive ma, al contrario, stupire l’ascoltatore ogni volta che si inserisce il cd nello stereo, scoprendo così nuovi passaggi, nuove atmosfere dietro ogni nota, nuove emozioni in ogni piccolo suono. <br /><br />Il nostro viaggio inizia con Advent, canzone che riassume (da perfetta opener) lo stile dell’album: atmosfere tristi e fortemente malinconiche, straordinario intreccio di chitarre, dolci passaggi più melodici e la vena progressive di stampo tipicamente Opeth che emerge nel bellissimo finale.<br /><br />La seconda traccia è The Night And The Silent Water, da segnalare per il potente growl che si inserisce perfettamente nell’incidere iniziale delle due chitarre, per poi perdersi nel finale, dove regna la calma, la delicatezza delle melodie nelle quale, estasiato, l’ascoltatore non può far altro che perdersi.<br /><br />Arriviamo così ai venti, straordinari minuti, di  Black Rose Immortal, venti minuti di musica, dove ogni singola parte si interseca perfettamente con le altre, tra tirati passaggi oscuri di growl e distorsione, stupendi giri di basso e nostalgiche parti melodiche –dove si inserisce un evocativo attacco di violino-; una canzone complessa e tecnica, che dopo diversi ascolti continua a lasciare senza parole, continua a far traboccare il cuore di emozioni sempre diverse, eppure soffuse, velate da quel velo di dolce tristezza che solo gli Opeth sanno evocare. <br /><br />Il nostro viaggio in questo masterpiece finisce con la conclusiva To Bid You Farewell: dolce, semplice, di una bellezza distaccata, lontana, nostalgica, dove non vi è growl o distorsione (se non nel finale), ma solo un clean essenziale e struggente e chitarre che trasformano le note in emozioni vive e vibranti; suoni che lasciano l’ascoltatore con un nodo alla gola e una sensazione di malinconia che sfuma lentamente, come le ultime note di questo album che ha fatto, se non la storia della musica, sicuramente la storia di un genere.<br /><br /><i>Pinna</i>]]></content>
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		<issued>2008-10-19T00:00:00Z</issued>
		<modified>2008-10-19T00:00:00Z</modified>
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		<title>Children of Bodom - Hatebreeder</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img style="width: 201px; height: 191px;" src="http://www.fileden.com/files/2008/1/4/1679401/Children_Of_Bodom-Hatebreeder-front.jpg" width="261" height="193"><br /><br /><div><font color="#ff0000">Band:</font> Children of Bodom<br /><br /><div><font color="#ff0000">Album:</font> Hatebreeder<br /><br /><div><font color="#ff0000">Anno:</font> 1999<br /><br /><div><font color="#ff0000">Genere:</font> Melodic Death Metal - Power Metal<br /><br /><div><font color="#ff0000">Tracklist:</font><br /><br /><a href="http://www.deezer.com/track/2302208#music/album/229445" target="_blank"><u>Album - Deezer Link</u></a><br /><br />1. Warheart  -  <a href="http://www.deezer.com/track/2302208" target="_blank"><u>Deezer Link</u></a><br />2. Silent Night, Bodom Night  -  <a href="http://www.deezer.com/track/2302209" target="_blank"><u>Deezer Link</u></a><br />3. Hatebreeder  -  <a href="http://www.deezer.com/track/2302210" target="_blank"><u>Deezer Link</u></a><br />4. Bed of Razors  -  <a href="http://www.deezer.com/track/2302211" target="_blank"><u>Deezer Link</u></a><br />5. Towards Dead End  -  <a href="http://www.deezer.com/track/2302212" target="_blank"><u>Deezer Link</u></a><br />6. Black Widow  -  <a href="http://www.deezer.com/track/2302213" target="_blank"><u>Deezer Link</u></a><br />7. Wrath Within  -  <a href="http://www.deezer.com/track/2302214" target="_blank"><u>Deezer Link</u></a><br />8. Children of Bodom  -  <a href="http://www.deezer.com/track/2302215" target="_blank"><u>Deezer Link</u></a><br />9. Downfall  -  <a href="http://www.deezer.com/track/2302216" target="_blank"><u>Deezer Link</u></a><br /><br /><div><font color="#ff0000">Recensione:</font><br /><br />Poteva forse mancare nella discografia del nostro Blog questo grande album che ha inciso così significativamente la storia di questo gruppo? Chiaramente no!<br />Hatebreeder è un disco, a mio parere, molto bello, gradevole da ascoltare e anche complesso dal punto di vista musicale. Infatti racchiude in se moltissime sfumature differenti, congiunge due generi non molto vicini tra di loro: i suoni piacevoli, armoniosi ed energici propri del Power con quelli più duri, ma sempre allettanti del Melodic Death; il tutto unito dall&#039;esperto tocco di Alexi Laiho (prima chitarra e voce del gruppo), chitarrista molto abile e virtuoso. <br /><br />Il disco contiene addirittura alcuni pezzi presi presi da Mozart, solo per fare un esempio nella canzone &quot;Hatebreeder&quot; c&#039;è uno scambio tra chitarra e pianola (minuto 2.49 - 3.00 circa) che si rifà all&#039;aria della Regina della Notte del Flauto Magico.<br /><br />Insomma è un disco trascinante e consiglierei a tutti l&#039;ascolto, anche ai non amanti del genere.<br /><br /><i>Bova</i>]]></content>
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		<issued>2008-10-13T00:00:00Z</issued>
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		<title>Darkthrone - F.O.A.D.</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img style="width: 201px; height: 191px;" src="http://rockextremum.eu/cz/images/darkthrone-foad.jpg" width="261" height="193"><br /><br /><div><font color="#ff0000">Band:</font> Darkthrone<br /><br /><div><font color="#ff0000">Album:</font>  F.O.A.D.<br /><br /><div><font color="#ff0000">Year:</font> 2007<br /><br /><div><font color="#ff0000">Genere:</font> Black Metal/Other<br /><br /><div><font color="#ff0000">Tracklist:</font><br /><br />1. These Shores Are Damned  -  <a href="http://it.youtube.com/watch?v=0zMf27v3zHw"><u>YouTube Link</u></a><br />2. Canadian Metal  -  <a href="http://it.youtube.com/watch?v=vnLxun1gdz8"><u>YouTube Link</u></a>  <a href="http://www.deezer.com/track/1427605"><u>Deezer Link</u></a><br />3. The Church of Real Metal<br />4. The Banners of Old<br />5. Fuck Off And Die  -  <a href="http://it.youtube.com/watch?v=g5tDQ38uLPo"><u>YouTube Link</u></a><br />6. Splitkein Fever<br />7. Raised on Rock  -  <a href="http://it.youtube.com/watch?v=1cLablcs87A"><u>YouTube Link</u></a><br />8. Pervertor of the 7 Gates<br />9. Wisdom of the Dead  -  <a href="http://www.deezer.com/track/1427591"><u>Deezer Link</font></u></a><br /><br /><div><font color="#ff0000">Recensione:</font><br /><br />F.O.A.D. (acronimo che sta per <em>Fuck Off And Die</em>) è l&#039;ultima fatica del famosissimo duo norvegese composto da Nocturno Culto e Fenriz. Ad un primo ascolto è subito evidente l&#039;abbandono (c&#039;è chi spera momentaneo) della band allo stile Black che li ha resi famosi, in favore di un suono più simile agli inizi del movimento stesso -Celtic Frost, Venom, Hellhammer- misto a suoni prettamente heavy e, i più forse storceranno il naso, punk (del resto è evidente l&#039;accostamento a questo genere solo guardando la copertina). Tralasciando alcuni orrori nei titoli (<em>The Church of Real Metal </em> è un titolo orripilante), questo LP mi è comunque piaciuto, senza lasciare la carica emotiva di capolavori come <em>Panzerfaust</em>, puzzando comunque di quel marcio così tipicamente Black che è impossibile non sentirne l&#039;odore. Del resto parliamo dei Darkthrone. Niente da aggiungere a quanto, in sostanza, si era già visto in <em>The Cult Is Alive</em>; questi sono i nuovi Darkthrone e, pur essendo tra quelli che apprezza maggiormente i loro primi lavori (compreso Soulside Journey e le demo, più death dei successivi album) apprezzo da debita distanza la nuova -e divertente- svolta di questa storica band.<br />Alla lunga può stancare.]]></content>
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		<issued>2008-10-12T00:00:00Z</issued>
		<modified>2008-10-12T00:00:00Z</modified>
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		<title>Insomnium - In The Halls Of Awaiting </title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img style="width: 201px; height: 191px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/5/5d/Releases_ithoa_big.jpg" width="261" height="193"><br /><br /><div><font color="#ff0000">Band:</font> Insomnium<br /><br /><div><font color="#ff0000">Album:</font> In The Halls Of Awaiting<br /><br /><div><font color="#ff0000">Year:</font> 2002<br /><br /><div><font color="#ff0000">Genere:</font> Melodic Death Metal<br /><br /><div><font color="#ff0000">Tracklist:</font><br /><br />1. Ill-Starred Son<br />2. Song of the Storm<br />3. Medeia<br />4. Dying Chant<br />5. The Elder<br />6. Black Waters<br />7. Shades of Deep Green<br />8. The Bitter End<br />9. Journey Unknown<br />10. In the Halls of Awaiting<br /><br /><br /><font color="#ff0000">Recensione:</font><br /><br />Davvero molto bello questo debut album deil finlandesi Insomnium, album melodico e potente allo stesso tempo, come si compiace alle band del genere. Buona la voce di Niilo Sevanen, sempre un po&#039; tra il demoniaco e il disperato. Fantastico il songwriting: dagli intervalli acustici ai riff più death, marco di fabbrica di questa band purtroppo sottovalutata ed accusata, a volte, di scarsa. <em>In the Halls of Awaiting </em>è un album forse ancora un po&#039; acerbo, nonostante tutto già coinvolgente, sentimentale (del resto si parla di finlandia), melodico ma duro, potente. In un mercato musicale saturo di proposte pseudo Gothic e Metalcore, dove gli In Flames sono ormai un ricordo lontano e il melodic death metal sembra in constante declino (eccezion fatta per i signori Dark Tranquillty, gli epici Wintersun, i piacevolissimi Scar Symmetry, oltre ad altri artisti più o meno famosi), fa piacere vedere come questi Insomnium siano capaci di far sentire la loro voce, certo legata -ma questo è inevitabile- ad altre leggende del genere (i già citatiti DT ed In Flames o i Senteced). In conclusione questo è un album che consiglio veramente a tutti gli appassionati di Death Metal melodico ed appasionante, con forti richiami al passato ed un occhio sempre puntato sul futuro.]]></content>
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		<issued>2008-10-06T00:00:00Z</issued>
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		<title>Minas Morgul - Schwertzeit</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img style="width: 201px; height: 191px;" src="http://static.metal-archives.com/images/2/5/7/6/25761.jpg" width="261" height="193"><br /><br /><div><font color="#ff0000">Band:</font> Minas Morgul<br /><br /><div><font color="#ff0000">Album:</font>  Schwertzeit<br /><br /><div><font color="#ff0000">Year:</font> 2002<br /><br /><div><font color="#ff0000">Genere:</font> Black Metal<br /><br /><div><font color="#ff0000">Tracklist:</font><br /><br />1. Opus 1 - Am Höllentore<br />2. Liber Mortis<br />3. Storm<br />4. Blut Und Eisen<br />5. Innocent Flesh<br />6. Mithrandir<br />7. Väterchen Frost<br />8. Allvaters Traum<br />9. From Somewhere Far Behind The Gate Of Eternal Sleep<br />10. Paganlord (Bonustrack)<br /><br /><div><font color="#ff0000">Recensione:</font><br /><br />(<em>coming soon</em>)]]></content>
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		<issued>2008-09-20T00:00:00Z</issued>
		<modified>2008-09-20T00:00:00Z</modified>
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		<title>Nokturnal Mortum - Lunar Poetry</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.metaldust.altervista.org/index.php?entry=entry080917-210102" />
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img style="width: 201px; height: 191px;" src="http://www.spirit-of-metal.com/les%20goupes/N/Nokturnal%20Mortum/Lunar%20Poetry/Lunar%20Poetry.jpg" width="261" height="193"><br /><br /><div><font color="#ff0000">Band:</font> Nokturnal Mortum<br /><br /><div><font color="#ff0000">Album:</font>  Lunar Poetry<br /><br /><div><font color="#ff0000">Year:</font> 1996<br /><br /><div><font color="#ff0000">Genere:</font>  Folk/Black Metal<br /><br /><div><font color="#ff0000">Tracklist:</font><br /><br />1. Tears Of Paganism<br />2. Lunar Poetry<br />3. Perun&#039;s Celestial Silver<br />4. Carpathian Mysteries<br />5. ...And Winter Becomes<br />6. Ancient Nation<br />7. The Grief Of Oriana<br />8. Sorrows Of The Moon (Celtic Frost cover)<br />9. Autodafe/Barbarian Dreams<br /><br /><div><font color="#ff0000">Recensione:</font><br /><br />Risulata difficile, davvero difficile recensire questo LP dei Nokturnal Mortum, band ucraina veramente notevole che in questo album miscela sapientamente un folk dai richiami nordici ed un ottimo black. Fin da un primo ascolto sono incredibili le sensazioni che scatena questo album, impeccabile, dai toni sempre elevati, quasi perfetto -se non in pochi passaggi- ed evocativo.<br /><br />A detta di chi scrive questo lavoro esprime il meglio di se nelle prime battute, a partire dall&#039;intro strumentale <em>Tears Of Paganism,</em> passando per le bellissime <em>Lunar Poetry</em> e <em>Perun&#039;s Celestial Silver</em>. Sono poche le parole da esprimere davanti a questo ottimo CD, se non il vivo consiglio di ascoltarlo, magari di notte, cuffiette nelle orecchie.]]></content>
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		<issued>2008-09-17T00:00:00Z</issued>
		<modified>2008-09-17T00:00:00Z</modified>
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		<title>Mayhem - Deathcrush [EP]</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img style="width: 201px; height: 191px;" src="http://i59.photobucket.com/albums/g307/pablo10_02/deathcrush.jpg" width="261" height="193"><br /><br /><div><font color="#ff0000">Band:</font> Mayhem<br /><br /><div><font color="#ff0000">Album:</font> Deathcrush [EP]<br /><br /><div><font color="#ff0000">Year:</font> 1987<br /><br /><div><font color="#ff0000">Genere:</font> Black Metal<br /><br /><div><font color="#ff0000">Tracklist:</font><br /><br />1. Deathcrush<br />2. Chinsaw Gutsfuck<br />3. Witching Hour (Venom Cover)<br />4. Necrolust<br />5. (Weird) Manheim/Pure Fucking Armageddon<br />6. Outro<br /><br /><div><font color="#ff0000">Recensione:</font><br /><br />L&#039;87 è l’anno di <em>Deathcrush</em>, primo EP della band black norvegese Mayhem, un gruppo, capitanato dal carismatico Euronymous, prossimo a ricevere la consacrazione a leggenda, complice forse qualche fatto di cronaca, forse il fatto stesso di suonare questo tipo di musica nel contesto socio-politico (e, del resto, anche musicale) del mondo occidentale, un mondo dove Burzum, i Darkthrone e, perché no, gli stessi Mayhem, dovevano ancora muovere i primi, insanguinati, passi. <br /><br />Questo EP è considerato il preludio (tra le altre cose brevissimo, solo 20 minuti circa la durata totale del disco) dell’ormai immortale <em>De Mysteriis Dom Sathanas</em>, distaccandosi ancora troppo da quello che al momento indichiamo come Black Metal, mantenendo infatti un suono dai richiamo Thrash e dei testi che rimandano al Death più insano e malato. <br /><br />Il disco si apre con l’intro di batteria <em>Silvester Anfang</em>, per poi passare alla titletrack, <em>Deathcrush</em>, song devastante, malata, forse dolorosa, canzone ormai entrata nell’Olimpo del metallo vantando, tra le altre cose, il maggior numero di copie in questo ambito. Passando per Chainsaw Gutsfuck, che segue lo stile della traccia precedente, ed una cover degli storici Venom, si arriva a quella che è forse la mia traccia preferita, <em>Necrolust</em>, canzone che, almeno nei primi riff, strizza l’occhio all’heavy, per poi passare al Black più puro e violento. <em>(Weird) Manheim</em> è l&#039;intro della violentissima ed infernale <em>Pure Fucking Armageddon</em>, con cui si chiude questo tanto sanguinolento quanto breve viaggio in un cd che rappresenta una delle pietre miliari del metal, un EP dal valore storico fuori discussione.]]></content>
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		<issued>2008-09-14T00:00:00Z</issued>
		<modified>2008-09-14T00:00:00Z</modified>
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		<title>Carpathian Forest - Through Chasm, Caves and Titan Woods</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img style="width: 201px; height: 191px;" src="http://img249.imageshack.us/img249/3548/throughchasmcavesandtitgq3.jpg" width="261" height="193"><br /><br /><div><font color="#ff0000">Band:</font> Carpathian Forest<br /><br /><div><font color="#ff0000">Album:</font> Through Chasm, Caves and Titan Woods [EP]<br /><br /><br /><div><font color="#ff0000">Year:</font> 1995<br /><br /><div><font color="#ff0000">Genere:</font>  Black Metal<br /><br /><div><font color="#ff0000">Tracklist:</font><br /><br />1. Carpathian Forest<br />2. The Pale Mist Hovers Towards the Nightly Shores<br />3. The Eclipse / The Raven<br />4. When Thousand Moons Have Circled<br />5. Journey Through the Cold Moors of Svarttjern<br /><br /><div><font color="#ff0000">Recensione:</font><br /><br /><em>Through Chasm, Caves and Titan Woods</em> è forse il piccolo capolavoro di questi ambivalenti Carpathian Forest, un EP dominato da atmosfera mai più riprese in seguito dalla band di Nattefrost. Questo è un disco di puro black nordico, dove non vi è dolore fisico, ma spirituale; un male connesso alla natura ed estremamente legato a quella scandinavia&amp;nbsp;del primo novecento e del primo espressionismo. Se l&#039;intera produzione dei CF è indissolubilmente legata al thrash e al cosidetto black&#039;n&#039;roll, in quest&#039;opera Nordavind ha esplorato, forte di un sofferto gioco acustico-elettrico, di una funerea tastiera e di una voce che è un lamento, i recessi più tipici del doom.<br />Questo breve ed intenso EP segna il passaggio dal male interiore di Nordavind a quello fisico di Nattefrost, un cambiamento irreversibile, (escudendo tracce come <em>Nostalgia et similia</em>) senza però voler togliere nulla alla incredibile produzione di questa band malata.]]></content>
		<id>http://www.metaldust.altervista.org/index.php?entry=entry080911-204446</id>
		<issued>2008-09-11T00:00:00Z</issued>
		<modified>2008-09-11T00:00:00Z</modified>
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		<title>Carpathian Forest - Morbid Fascination Of Death</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img style="width: 201px; height: 191px;" src="http://assets.mog.com/amg/pop/cov200/drg500/g501/g50137z0108.jpg" width="261" height="193"><br /><br /><div><font color="#ff0000">Band:</font> Carpathian Forest<br /><br /><div><font color="#ff0000">Album:</font>  Morbid Fascination of Death <br /><br /><div><font color="#ff0000">Year:</font> 2001<br /><br /><div><font color="#ff0000">Genere:</font>  Black Metal<br /><br /><div><font color="#ff0000">Tracklist:</font><br /><br /><a href="http://www.deezer.com/it#music/album/199658" target="_blank"><u>Album - Deezer Link</u></a><br /><br />1. Fever, Flames and Hell  -  <a href="http://www.deezer.com/track/1966009" target="_blank"><u>Deezer Link</u></a><br />2. Doomed to Walk the Earth as Slaves of the Living Dead  -  <a href="http://www.deezer.com/track/1966015" target="_blank"><u>Deezer Link</u></a><br />3. Morbid Fascination of Death  -  <a href="http://www.deezer.com/track/1966019" target="_blank"><u>Deezer Link</u></a><br />4. Through Self-Mutilation  -  <a href="http://www.deezer.com/track/1966026" target="_blank"><u>Deezer Link</u></a><br />5. Knokkelmann  -  <a href="http://www.deezer.com/track/1966033" target="_blank"><u>Deezer Link</u></a><br />6. Warlord of Misantrophy  -  <a href="http://www.deezer.com/track/1966039" target="_blank"><u>Deezer Link</u></a><br />7. A World of Bones  -  <a href="http://www.deezer.com/track/1966045" target="_blank"><u>Deezer Link</u></a><br />8. Carpathian Forest  -  <a href="http://www.deezer.com/track/1966049" target="_blank"><u>Deezer Link</u></a><br />9. Cold Comfort  -  <a href="http://www.deezer.com/track/1966056" target="_blank"><u>Deezer Link</u></a><br />10. Speechless  -  <a href="http://www.deezer.com/track/1966062" target="_blank"><u>Deezer Link</u></a><br />11. Ghoul (Mayhem Cover)  -  <a href="http://www.deezer.com/track/1966067" target="_blank"><u>Deezer Link</u></a><br />12. Nostalgia (Demo Version)  -  <a href="http://www.deezer.com/track/1966078" target="_blank"><u>Deezer Link</u></a><br /><br /><div><font color="#ff0000">Recensione:</font><br /><br /><em>Morbid Fascination of Death</em> è stato scritto e registrato nello stesso periodo di <em>Strange Old Brew</em>, ma è stato rilasciato ad un anno di distanza, dato il suo sound più sperimentale e innovativo, molto vicino sia al black&#039;n&#039;roll che ad un suono più prettamente metal, a tratti Death anche nei testi (<em>Through Self-Mutilation</em>).<br /><br />Sono inoltre presenti voci femminili, tastiere e persino il sassofono, come nelle canzoni <i>Cold Comfort</i> e <em>Nostalgia</em>, più lente e atmosferiche. Come guest è presente Nina Hex, la ex fidanzata di Nattefrost: il suo ruolo però si limita ad una piccola parte di recitazione in <i>Doomed to Walk the Earth</i>. La penultima traccia, <i>Ghoul</i> è una cover dei Mayhem, canzone violenta che funge da stacco tra <em>Speechless</em> e quella che è la traccia finale, apoteosi di questo LP, la già citata <em>Nostalgia;</em> una canzone da capire, che trascina, grazie al sapiente uso del basso e del sax, in un viaggio dentro se stessi, un viaggio da compiere esclusivamente al buio, cuffiette nelle orecchie. Questa traccia, forse questo intero disco, rappresentano l&#039;addio di Nordavind e valgono, sicuramente, come lasciapassare per i Carpathian Forest nell&#039;Olimpo del Black Metal, un black che non si avvale di bestemmie senza senso o inni a Satana, ma una musica di una bellezza diversa, a tratti più sofisticata, a tratti meravigliosa nella sua violenza.]]></content>
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