
Band: Carpathian Forest
Album: Through Chasm, Caves and Titan Woods [EP]
Year: 1995
Genere: Black Metal
Tracklist:
1. Carpathian Forest
2. The Pale Mist Hovers Towards the Nightly Shores
3. The Eclipse / The Raven
4. When Thousand Moons Have Circled
5. Journey Through the Cold Moors of Svarttjern
1. Carpathian Forest
2. The Pale Mist Hovers Towards the Nightly Shores
3. The Eclipse / The Raven
4. When Thousand Moons Have Circled
5. Journey Through the Cold Moors of Svarttjern
Recensione:
Through Chasm, Caves and Titan Woods è forse il piccolo capolavoro di questi ambivalenti Carpathian Forest, un EP dominato da atmosfera mai più riprese in seguito dalla band di Nattefrost. Questo è un disco di puro black nordico, dove non vi è dolore fisico, ma spirituale; un male connesso alla natura ed estremamente legato a quella scandinavia del primo novecento e del primo espressionismo. Se l'intera produzione dei CF è indissolubilmente legata al thrash e al cosidetto black'n'roll, in quest'opera Nordavind ha esplorato, forte di un sofferto gioco acustico-elettrico, di una funerea tastiera e di una voce che è un lamento, i recessi più tipici del doom.
Questo breve ed intenso EP segna il passaggio dal male interiore di Nordavind a quello fisico di Nattefrost, un cambiamento irreversibile, (escudendo tracce come Nostalgia et similia) senza però voler togliere nulla alla incredibile produzione di questa band malata.
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Through Chasm, Caves and Titan Woods è forse il piccolo capolavoro di questi ambivalenti Carpathian Forest, un EP dominato da atmosfera mai più riprese in seguito dalla band di Nattefrost. Questo è un disco di puro black nordico, dove non vi è dolore fisico, ma spirituale; un male connesso alla natura ed estremamente legato a quella scandinavia del primo novecento e del primo espressionismo. Se l'intera produzione dei CF è indissolubilmente legata al thrash e al cosidetto black'n'roll, in quest'opera Nordavind ha esplorato, forte di un sofferto gioco acustico-elettrico, di una funerea tastiera e di una voce che è un lamento, i recessi più tipici del doom.
Questo breve ed intenso EP segna il passaggio dal male interiore di Nordavind a quello fisico di Nattefrost, un cambiamento irreversibile, (escudendo tracce come Nostalgia et similia) senza però voler togliere nulla alla incredibile produzione di questa band malata.
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