
Band: Mayhem
Album: Deathcrush [EP]
Year: 1987
Genere: Black Metal
Tracklist:
1. Deathcrush
2. Chinsaw Gutsfuck
3. Witching Hour (Venom Cover)
4. Necrolust
5. (Weird) Manheim/Pure Fucking Armageddon
6. Outro
1. Deathcrush
2. Chinsaw Gutsfuck
3. Witching Hour (Venom Cover)
4. Necrolust
5. (Weird) Manheim/Pure Fucking Armageddon
6. Outro
Recensione:
L'87 è l’anno di Deathcrush, primo EP della band black norvegese Mayhem, un gruppo, capitanato dal carismatico Euronymous, prossimo a ricevere la consacrazione a leggenda, complice forse qualche fatto di cronaca, forse il fatto stesso di suonare questo tipo di musica nel contesto socio-politico (e, del resto, anche musicale) del mondo occidentale, un mondo dove Burzum, i Darkthrone e, perché no, gli stessi Mayhem, dovevano ancora muovere i primi, insanguinati, passi.
Questo EP è considerato il preludio (tra le altre cose brevissimo, solo 20 minuti circa la durata totale del disco) dell’ormai immortale De Mysteriis Dom Sathanas, distaccandosi ancora troppo da quello che al momento indichiamo come Black Metal, mantenendo infatti un suono dai richiamo Thrash e dei testi che rimandano al Death più insano e malato.
Il disco si apre con l’intro di batteria Silvester Anfang, per poi passare alla titletrack, Deathcrush, song devastante, malata, forse dolorosa, canzone ormai entrata nell’Olimpo del metallo vantando, tra le altre cose, il maggior numero di copie in questo ambito. Passando per Chainsaw Gutsfuck, che segue lo stile della traccia precedente, ed una cover degli storici Venom, si arriva a quella che è forse la mia traccia preferita, Necrolust, canzone che, almeno nei primi riff, strizza l’occhio all’heavy, per poi passare al Black più puro e violento. (Weird) Manheim è l'intro della violentissima ed infernale Pure Fucking Armageddon, con cui si chiude questo tanto sanguinolento quanto breve viaggio in un cd che rappresenta una delle pietre miliari del metal, un EP dal valore storico fuori discussione.
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L'87 è l’anno di Deathcrush, primo EP della band black norvegese Mayhem, un gruppo, capitanato dal carismatico Euronymous, prossimo a ricevere la consacrazione a leggenda, complice forse qualche fatto di cronaca, forse il fatto stesso di suonare questo tipo di musica nel contesto socio-politico (e, del resto, anche musicale) del mondo occidentale, un mondo dove Burzum, i Darkthrone e, perché no, gli stessi Mayhem, dovevano ancora muovere i primi, insanguinati, passi.
Questo EP è considerato il preludio (tra le altre cose brevissimo, solo 20 minuti circa la durata totale del disco) dell’ormai immortale De Mysteriis Dom Sathanas, distaccandosi ancora troppo da quello che al momento indichiamo come Black Metal, mantenendo infatti un suono dai richiamo Thrash e dei testi che rimandano al Death più insano e malato.
Il disco si apre con l’intro di batteria Silvester Anfang, per poi passare alla titletrack, Deathcrush, song devastante, malata, forse dolorosa, canzone ormai entrata nell’Olimpo del metallo vantando, tra le altre cose, il maggior numero di copie in questo ambito. Passando per Chainsaw Gutsfuck, che segue lo stile della traccia precedente, ed una cover degli storici Venom, si arriva a quella che è forse la mia traccia preferita, Necrolust, canzone che, almeno nei primi riff, strizza l’occhio all’heavy, per poi passare al Black più puro e violento. (Weird) Manheim è l'intro della violentissima ed infernale Pure Fucking Armageddon, con cui si chiude questo tanto sanguinolento quanto breve viaggio in un cd che rappresenta una delle pietre miliari del metal, un EP dal valore storico fuori discussione.
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