Opeth - Morningrise 


Band: Opeth

Album: Morningrise

Year: 1996

Genere: Progressive Death Metal

Tracklist:

1. Advent - YouTube Link
2. The Night and the Silent Water - YouTube Link
3. Nectar - YouTube Link
4. Black Rose Immortal - YouTube Link (Part I) YouTube Link (Part II) YouTube Link (Part III)
5. To Bid You Farewell - YouTube Link

Recensione:

Quando penso agli Opeth mi è inevitabile non richiamare alla mente questo Morningrise, l’album che ancora oggi, nonostante i vari lavori pubblicati successivamente dalla band, tendo a considerare il migliore mai scritto dagli svedesi. Il livello di tecnica e complessità di questo disco è impressionante: “solo” cinque tracce in totale, tutte superiori in lunghezza ai dieci minuti; senza però, nonostante tutto, risultare ripetitive ma, al contrario, stupire l’ascoltatore ogni volta che si inserisce il cd nello stereo, scoprendo così nuovi passaggi, nuove atmosfere dietro ogni nota, nuove emozioni in ogni piccolo suono.

Il nostro viaggio inizia con Advent, canzone che riassume (da perfetta opener) lo stile dell’album: atmosfere tristi e fortemente malinconiche, straordinario intreccio di chitarre, dolci passaggi più melodici e la vena progressive di stampo tipicamente Opeth che emerge nel bellissimo finale.

La seconda traccia è The Night And The Silent Water, da segnalare per il potente growl che si inserisce perfettamente nell’incidere iniziale delle due chitarre, per poi perdersi nel finale, dove regna la calma, la delicatezza delle melodie nelle quale, estasiato, l’ascoltatore non può far altro che perdersi.

Arriviamo così ai venti, straordinari minuti, di Black Rose Immortal, venti minuti di musica, dove ogni singola parte si interseca perfettamente con le altre, tra tirati passaggi oscuri di growl e distorsione, stupendi giri di basso e nostalgiche parti melodiche –dove si inserisce un evocativo attacco di violino-; una canzone complessa e tecnica, che dopo diversi ascolti continua a lasciare senza parole, continua a far traboccare il cuore di emozioni sempre diverse, eppure soffuse, velate da quel velo di dolce tristezza che solo gli Opeth sanno evocare.

Il nostro viaggio in questo masterpiece finisce con la conclusiva To Bid You Farewell: dolce, semplice, di una bellezza distaccata, lontana, nostalgica, dove non vi è growl o distorsione (se non nel finale), ma solo un clean essenziale e struggente e chitarre che trasformano le note in emozioni vive e vibranti; suoni che lasciano l’ascoltatore con un nodo alla gola e una sensazione di malinconia che sfuma lentamente, come le ultime note di questo album che ha fatto, se non la storia della musica, sicuramente la storia di un genere.

Pinna

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Children of Bodom - Hatebreeder 


Band: Children of Bodom

Album: Hatebreeder

Anno: 1999

Genere: Melodic Death Metal - Power Metal

Tracklist:

Album - Deezer Link

1. Warheart - Deezer Link
2. Silent Night, Bodom Night - Deezer Link
3. Hatebreeder - Deezer Link
4. Bed of Razors - Deezer Link
5. Towards Dead End - Deezer Link
6. Black Widow - Deezer Link
7. Wrath Within - Deezer Link
8. Children of Bodom - Deezer Link
9. Downfall - Deezer Link

Recensione:

Poteva forse mancare nella discografia del nostro Blog questo grande album che ha inciso così significativamente la storia di questo gruppo? Chiaramente no!
Hatebreeder è un disco, a mio parere, molto bello, gradevole da ascoltare e anche complesso dal punto di vista musicale. Infatti racchiude in se moltissime sfumature differenti, congiunge due generi non molto vicini tra di loro: i suoni piacevoli, armoniosi ed energici propri del Power con quelli più duri, ma sempre allettanti del Melodic Death; il tutto unito dall'esperto tocco di Alexi Laiho (prima chitarra e voce del gruppo), chitarrista molto abile e virtuoso.

Il disco contiene addirittura alcuni pezzi presi presi da Mozart, solo per fare un esempio nella canzone "Hatebreeder" c'è uno scambio tra chitarra e pianola (minuto 2.49 - 3.00 circa) che si rifà all'aria della Regina della Notte del Flauto Magico.

Insomma è un disco trascinante e consiglierei a tutti l'ascolto, anche ai non amanti del genere.

Bova

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Darkthrone - F.O.A.D. 


Band: Darkthrone

Album: F.O.A.D.

Year: 2007

Genere: Black Metal/Other

Tracklist:

1. These Shores Are Damned - YouTube Link
2. Canadian Metal - YouTube Link Deezer Link
3. The Church of Real Metal
4. The Banners of Old
5. Fuck Off And Die - YouTube Link
6. Splitkein Fever
7. Raised on Rock - YouTube Link
8. Pervertor of the 7 Gates
9. Wisdom of the Dead - Deezer Link

Recensione:

F.O.A.D. (acronimo che sta per Fuck Off And Die) è l'ultima fatica del famosissimo duo norvegese composto da Nocturno Culto e Fenriz. Ad un primo ascolto è subito evidente l'abbandono (c'è chi spera momentaneo) della band allo stile Black che li ha resi famosi, in favore di un suono più simile agli inizi del movimento stesso -Celtic Frost, Venom, Hellhammer- misto a suoni prettamente heavy e, i più forse storceranno il naso, punk (del resto è evidente l'accostamento a questo genere solo guardando la copertina). Tralasciando alcuni orrori nei titoli (The Church of Real Metal è un titolo orripilante), questo LP mi è comunque piaciuto, senza lasciare la carica emotiva di capolavori come Panzerfaust, puzzando comunque di quel marcio così tipicamente Black che è impossibile non sentirne l'odore. Del resto parliamo dei Darkthrone. Niente da aggiungere a quanto, in sostanza, si era già visto in The Cult Is Alive; questi sono i nuovi Darkthrone e, pur essendo tra quelli che apprezza maggiormente i loro primi lavori (compreso Soulside Journey e le demo, più death dei successivi album) apprezzo da debita distanza la nuova -e divertente- svolta di questa storica band.
Alla lunga può stancare.

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Insomnium - In The Halls Of Awaiting  


Band: Insomnium

Album: In The Halls Of Awaiting

Year: 2002

Genere: Melodic Death Metal

Tracklist:

1. Ill-Starred Son
2. Song of the Storm
3. Medeia
4. Dying Chant
5. The Elder
6. Black Waters
7. Shades of Deep Green
8. The Bitter End
9. Journey Unknown
10. In the Halls of Awaiting


Recensione:

Davvero molto bello questo debut album deil finlandesi Insomnium, album melodico e potente allo stesso tempo, come si compiace alle band del genere. Buona la voce di Niilo Sevanen, sempre un po' tra il demoniaco e il disperato. Fantastico il songwriting: dagli intervalli acustici ai riff più death, marco di fabbrica di questa band purtroppo sottovalutata ed accusata, a volte, di scarsa. In the Halls of Awaiting è un album forse ancora un po' acerbo, nonostante tutto già coinvolgente, sentimentale (del resto si parla di finlandia), melodico ma duro, potente. In un mercato musicale saturo di proposte pseudo Gothic e Metalcore, dove gli In Flames sono ormai un ricordo lontano e il melodic death metal sembra in constante declino (eccezion fatta per i signori Dark Tranquillty, gli epici Wintersun, i piacevolissimi Scar Symmetry, oltre ad altri artisti più o meno famosi), fa piacere vedere come questi Insomnium siano capaci di far sentire la loro voce, certo legata -ma questo è inevitabile- ad altre leggende del genere (i già citatiti DT ed In Flames o i Senteced). In conclusione questo è un album che consiglio veramente a tutti gli appassionati di Death Metal melodico ed appasionante, con forti richiami al passato ed un occhio sempre puntato sul futuro.

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Minas Morgul - Schwertzeit 


Band: Minas Morgul

Album: Schwertzeit

Year: 2002

Genere: Black Metal

Tracklist:

1. Opus 1 - Am Höllentore
2. Liber Mortis
3. Storm
4. Blut Und Eisen
5. Innocent Flesh
6. Mithrandir
7. Väterchen Frost
8. Allvaters Traum
9. From Somewhere Far Behind The Gate Of Eternal Sleep
10. Paganlord (Bonustrack)

Recensione:

(coming soon)

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